Star Wars Resistance: quale contributo a Star Wars?

  Pubblicato il 23 Novembre 2019
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Star Wars Resistance è la terza serie animata di Star Wars dopo Clone Wars e Rebels. Molto meno conosciuta delle serie che l’hanno preceduta, nonostante sia supervisionata dallo stesso Dave Filoni, presumibilmente Resistance non avrà una terza stagione. Perché? La serie non ha fatto breccia nel cuore degli appassionati e, ancora più grave, fatica a portare altri appassionati nel mondo di Star Wars.

La seconda stagione, disponibile fino al settimo episodio, non decolla. Anche Clone Wars aveva avuto un inizio difficile, ma poi Filoni era riuscito a ritagliarle un posto importante all’interno dell’immaginario. Come? Semplicemente l’ha resa rilevante in termini di novità apportate a Star Wars. Ci ha permesso di conoscere il ruolo che aveva Anakin nella Repubblica, quanto fosse rispettato come Jedi al fianco di Obi-Wan Kenobi. Ma non solo: abbiamo conosciuto Ahsoka Tano e abbiamo imparato a considerare i cloni come soldati con una personalità, grazie al Capitano Rey e al Comandante Cody, ma non solo. Abbiamo conosciuto Saw Gerrera, e la storia di tantissimi pianeti della “galassia lontana lontana”, uno fra tutti Mandalore con la sua carismatica leader Satine Kryze e la sua storia d’amore con Obi-Wan Kenobi.

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Anche Rebels, come Resistance, ha un protagonista poco carismatico, Ezra Bridger, ma come Clone Wars ha cambiato molto Star Wars. Abbiamo visto come Darth Vader sia determinante dalla parte dell’Impero così come lo era per la Repubblica, abbiamo conosciuto il destino di Ahsoka Tano, abbiamo assistito alla rinascita e al declino di Darth Maul, oltre alla storia d’amore tra Hera Syndulla e Kanan Jarrus, che porta alla nascita del piccolo Jacen.

Insomma, la differenza principale tra Rebels e Clone Wars rispetto a Resistance è che le prime serie, fino ad ora, hanno avuto il coraggio di stravolgere l’immaginario di Star Wars. Chi avrebbe mai detto che Obi-Wan potesse avere un’amante o che un Jedi talmente potente come Kanan potesse sopravvivere all’Ordine 66? O, più semplicemente, che Anakin avesse una padawan talmente determinante come Ahsoka? A questo punto la domanda è la seguente: non è che Resistance non può essere altrettanto innovativo perché non può interferire con la struttura narrativa dell’attuale Trilogia, ancora non finita?

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Sicuramente ci sono varie ragioni per il suo, fino ad oggi, insuccesso. Molti episodi sono banalmente riempitivi e scarso spazio è concesso a personaggi carismatici come il Generale Leia Organa, che pure il protagonista Kazuda Xiono ha conosciuto personalmente, Poe Dameron, il Capitano Phasma, Kylo Ren: li incrociamo tutti ma, appunto, in maniera molto superficiale. Per esempio, poteva esserci una ghiotta occasione per espandere qualcuno di loro, come Lord Snoke o la stessa Phasma, ma non è stata colta da Filoni e soci. Lasciando, come al solito, ai romanzi e ad altri contenuti il compito di sviscerare meglio queste personalità solo accennate nei film, e penso soprattutto alla storia di Phasma.

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Resistance è un modo per espandere la personalità di Poe Dameron? Per capire quanto sia importante Leia nella galassia? Per far conoscere gli eventi paralleli intorno alla storia principale degli Episodi VII, VIII e IX? Purtroppo, non acquisisce un ruolo chiaro da nessuno di questi punti di vista. Nonostante questi aspetti, però, l’appassionato di Star Wars guarda comunque Resistance. Si aspetta che qualcosa possa svoltare a un certo punto, e che custodisca quelle rivelazioni determinanti come è successo nei casi delle due precedenti serie televisive.

Le due stagioni di Resistance si potrebbero iscrivere sotto al cappello del genere Kammerspiel, perché le sue storie, ambientate in luoghi molto circoscritti, vogliono instaurare un rapporto intimo con lo spettatore. L’azione si svolge quasi sempre a bordo del Colossus, una stazione spaziale ancorata sul pianeta di Castilon nella prima stagione e vagante per la galassia in fuga dal Primo Ordine nella seconda. Questa struttura è pensata per aumentare il legame affettivo tra spettatore e personaggi, e per conferire un senso di quotidianità alla serie stessa, ma in molte circostanze rischia di rendere l’azione ripetitiva, dando la sensazione di riempitivo. Ecco cosa sappiamo grazie a Star Wars Resistance.

Kazuda Xiono

Il protagonista di Resistance non è amatissimo dalla fanbase. Dovrebbe essere eroico e al tempo stesso molto goffo, strappando una risata soprattutto per la sua scarsa forza fisica, anche in confronto agli esseri apparentemente più insignificanti. Come vuole la tradizione di Star Wars, ha un grande “cuore” e sacrificherebbe tutto per gli amici. La cosa più importante che introduce nel “lore” di Star Wars è relativa al suo pianeta natale, Hosnian Prime. Lo vede esplodere alla fine della prima stagione, in un parallelo con l’equivalente sequenza de Il Risveglio della Forza dove il Generale Hux dà l’ordine di usare la base Starkiller per distruggere alcuni pianeti, tra cui la casa della Nuova Repubblica, Hosnian Prime. Si scopre che Kaz è figlio del ricco senatore Hamato Xiono. Per un colpo di fortuna, il padre di Kaz non si trovava su Hosnian Prime al momento della sua distruzione.

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Torra e Imanuel Doza

Due dei personaggi più riusciti sono il Capitano Doza e sua figlia Torra, che fa parte della squadra degli Assi, abilissimi piloti che proteggono il Colossus. In particolare il Capitano del Colossus Doza ha avuto un passato tra i ranghi dell’Impero nel periodo della Battaglia di Endor prima di disertare.

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Jarek Yeager

Insieme a Poe Dameron, è il mentore di Kaz. Durante la guerra civile galattica, Jarek Yeager ha prestato servizio nell’Alleanza Ribelle e successivamente ha combattuto con la Nuova Repubblica partecipando alla battaglia di Jakku raccontata in Aftermath La Fine dell’Impero. In seguito alla sconfitta dell’Impero Galattico e alla successiva ascesa della Nuova Repubblica, Yeager ha creato la propria famiglia, sposando una ragazza che ha dato alla luce una bambina. Si sa ancora poco sulla famiglia di Yaeger: abbiamo solo visto una foto scattata sul pianeta di Batuu. In seguito alla morte della moglie e della figlia, Yeager, distrutto, si è rifugiato nell’Orlo Esterno, sul pianeta oceanico di Castilon, dove lavora come meccanico e supervisore delle navi spaziali, insieme a Tam, Neeku e Kaz.

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Tamara Ryvora

Conosciuta come Tam, è il personaggio cardine che muove la storia dalla prima alla seconda stagione, visto che alla fine della prima passa al Primo Ordine, non senza molti dubbi. Ora si chiama DT-533 e opera per conto dell’Agente del Primo Ordine Tierny. L’essersi infiltrato nella stazione di Yaeger da parte di Kaz, nascondendo il suo legame con la Resistenza e le sue nobili origini, è stato visto da Tam come un tradimento ed è il motivo scatenante del suo passaggio al Primo Ordine.

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Neeku Vozo

È uno dei personaggi più controversi della serie, anche perché sembra ispirato al poco amato Jar Jar Bings. Come quest’ultimo, è totalmente sincero e devoto, crede a tutto e non si fa mai problemi. Evidentemente pensato per il pubblico più giovane, la sua comicità non sempre funziona.

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Kel e Eila

Di questi personaggi si conosce molto poco, ma probabilmente sono gli unici due che possono conferire effettiva dignità a Star Wars Resistance. Sono due bambini, fratello e sorella, originari del pianeta di Tehar. Dopo che le truppe del Primo Ordine guidate da Kylo Ren hanno massacrato il loro villaggio, Kel ed Eila, unici sopravvissuti, sono fuggiti da Tehar per rifugiarsi sul Colossus. La loro descrizione dell’oscura figura di Kylo Ren nella prima stagione è ancora oggi uno dei momenti più interessanti di Resistance. Kylo Ren è stato mostrato nel trailer della seconda stagione ma, inspiegabilmente, non è mai apparso in nessuno degli episodi. Avrà sicuramente più spazio nei prossimi episodi, auspicabilmente per chi vuole conoscere qualcosa in più sull’ancora misterioso passato del giovane Solo (qui abbiamo visto qualche dettaglio).

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Kel ed Eila sembrano nascondere qualcosa: sono sensibili alla Forza? Il fatto che il Comandante Pyre del Primo Ordine li stia inseguendo farebbe pensare di si. Al pari del debutto nella serie di Kylo Ren, la Forza è un altro elemento imprescindibile per rendere Resistance più interessante e l’apparizione di Mika Grey nel settimo episodio, che si definisce non una Jedi o una Sith ma abbastanza esperta nella Forza, fa ben sperare in tal senso. Senza iconiche figure, Darth Vader su tutte, e la Forza, Star Wars non avrebbe la risonanza che oggi tutti gli riconosciamo.

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