Star Wars Resistance 2×01 Into the unknown: recensione

  Pubblicato il 9 Ottobre 2019
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Accolta tiepidamente dal pubblico, Star Wars Resistance ha saputo dopo numerosi episodi ritagliarsi una piccola fetta di fan restituendo, alla fine della prima stagione, sensazioni generalmente positive. Le avventure di Kaz, Neeku, Torra e Tam sono riuscite a portare un po’ di colore nella galassia di Star Wars.

L’ambientazione poi ha costituito un ruolo non indifferente nella prima ondata di puntate, prendendo un ruolo -di fatto- da protagonista. E così i suoi abitanti, tutti con le loro particolari mansioni, abitudini ed espressioni: dai mercanti di parti meccaniche allo spazzino addetto alla pulizia, ognuno sapeva divertire e intenerire allo stesso tempo.

Da menzionare poi la storyline principale, conclusasi con il tradimento da parte di Tam, costretta a fuggire dalle bugie che Kaz e Yeager le avevano detto, e pronta ad unirsi alle fila del Primo Ordine per realizzare il suo sogno: diventare una pilota.

Dopo la partenza della Colossus, rivelatasi una vecchia nave in disuso, è partita anche la seconda stagione della serie, con il primo episodio “Into the unknown”.

Un ritorno scoppiettante? Più o meno…

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Nessuno può sentirti urlare nello spazio

Dopo essere fuggiti dal Primo Ordine, gli abitanti della Colossus si ritrovare a vagare nello spazio sconosciuto. Le coordinate inserite da Neeku infatti sono inesatte, ma sorprendentemente vicino a quelle di D’Qar, pianeta base della Resistenza a cui Kaz voleva arrivare.

Gli eventi si frappongono a quelli de Gli Ultimi Jedi. Il comandante Doza e Yeager non riesco quindi a contattare Leia Organa, ormai fuggita sulla Raddus.

Non è però l’unico problema, la nave infatti soffre di cali di gravità frequenti. Vengono quindi mandati Kaz, Torra e Neeku ad indagare nelle sale ai piani inferiori.

Si passa perciò subito all’azione, una scelta che ho apprezzato, inframezzata poi ad un paio di scene di Tam, ora alle prese con la sua nuova ‘famiglia’: il Primo Ordine. Sicuramente queste si rivelano le sequenze più interessanti della puntata, portando avanti il personaggio della giovane meccanica, che in questo primo episodio non accenna ad alcun ripensamento sulla sua scelta, che anzi rivendica.

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Tutto ciò che riguarda invece la piccola avventura del trio sulla Colossus è una totale citazione ad Alien. Il film di Ridley Scott, ma anche il sequel di James Cameron, sono infatti protagonisti indiretti dell’episodio. Un vecchio droide del Primo Ordine è rimasto sulla nave e sta per inviare un messaggio ai nemici della Resistenza. La piccola unità rappresenterà lo xenomorfo della situazione, deliziandoci con diverse scene-citazione.

A questo si aggiungono il solito umorismo Neeku e una manciata di scene divertenti sui cittadini alle prese con la gravità zero. Il tutto risulta, però, poco ispirato e talvolta anche fastidioso.

Senza svelare come finirà questa breve storia (per quanto sia prevedibile), si tratta di qualcosa di decisamente poco incisivo. Tutti e 22 i minuti rappresentano, purtroppo, quella che è a conti fatti una puntata filler, riempitiva.

Considerando che si tratta dell’ultima stagione di Star Wars Resistance, ci si sarebbe aspettato giustamente qualcosa in più, mentre in realtà si sta parlando di una ripartenza rimandata a settimana prossima. Fatico, comunque, a comprendere certe decisioni, un brutto segnale (per quanto non decisivo), che getta un po’ l’ombra della cancellazione sull’opera, piuttosto che una chiusura concordata.

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Tuttavia parliamo di un singolo episodio, e sarebbe ingiusto criticare troppo l’intera produzione, che potrebbe riservare ancora diverse occasioni per stupirci!