Star Wars Jedi: Fallen Order, un approfondimento dopo le ultime anteprime del gioco

  Pubblicato il 18 Ottobre 2019
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Manca poco ormai all’uscita di Jedi: Fallen Order, l’avventura single player che ci porterà a giocare nei panni di Cal Kestis, padawan scampato all’Ordine 66 e ora in fuga dalla Seconda Sorella, Inquisitore al soldo dell’Impero e di Darth Vader. In questi giorni giornalisti e content creator sono stati invitati ad un evento losangelino, dove è stato possibile provare per ben 3 ore la nuova iterazione videoludica della saga creata da George Lucas.

Ricordandovi di dare un’occhiata al primo approfondimento che ho scritto qualche mese fa, addentriamoci nuovamente nell’universo ideato da Respawn, analizzando le recenti novità.

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I have a good feeling about this

Le impressioni dopo il primo gameplay mostrato all’E3 2019 rappresentavano un mix equilibrato, che vedeva scettici e ottimisti in egual misura. C’è da dire che, a prescindere dalle opinioni, la presentazione iniziale non fu delle migliori, tecnicamente ‘difettosa’, poco chiara e sopratutto sorprendentemente incoerente con le dichiarazioni degli sviluppatori. Ciò che sapevamo, infatti, riguardava un titolo sì dal forte impatto cinematografico, ma con altrettanto focus sulla mera componente ludica, in particolar modo per ciò che riguardava l’esplorazione.

Fallen Order, infatti, veniva descritto come un gioco dal forte piglio esplorativo, che alternava sezioni più lineari -quelle di solito legate alla trama- a lunghe sessioni di pura attività conoscitiva dell’ambiente circostante, strutturato fondendo i canoni dei metroidvania e quelli del sottogenere souls.

La novità più importante delle recenti anteprime è proprio questa: la conferma che il titolo NON sarà un’avventura solo guidata, ma più libera e non lineare. Non stiamo ovviamente parlando di un open world -e francamente preferisco così-, ma di una struttura semi aperta con scorciatoie, segreti, strade bloccate e meccanismi di apertura ottenibili nel corso della storia, con cui potremo effettuare backtraking e accedere così a vie prime precluse.

Legata a questa componente c’è poi un sistema di ricompense tramite forzieri (il cui numero è segnato sulla mappa, delizia per i completisti) in cui potremo trovare elementi cosmetici come else per la spada, outfit per Cal, skin di BD e della Mantis. Inoltre, pur senza un conferma, è lecito aspettarsi bossfight segrete e magari abilità uniche ottenibili soltanto impegnandosi nella ricerca di segreti. Senza ovviamente dimenticarsi della narrazioni ambientale, con dettagli di lore sparsi per la mappa o apprendibili uccidendo determinati nemici, per poi scannerizzarli grazie al fido droide.

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Una sola Galassia

Ormai lo sappiamo: Fallen Order sarà un videogioco totalmente canonico, ed a questo punto siamo abituati a vedere collegamenti tra i vari prodotti extra cinematografici. L’opera ultima di Respawn non fa eccezione e, grazie alle anteprime della stampa, possiamo già avere succose conferme.

Per esempio la Nona Sorella, apparsa nell’ultimo trailer del gioco, apparirà nell’avventura con una delle gambe robotiche, coerentemente ai fatti accaduti in Darth Vader: Dark Lord of the Sith. Oppure il ritorno di Dathomir, pianeta natale degli zabrak e Darth Maul. Qui affronteremo le Sorelle e i Fratelli della Notte, i quali utilizzeranno clave e archi, così come visti in The Clone Wars.

Chissà, a proposito, che l’ex Signore Oscuro dei Sith non faccia una breve comparsa, magari giustificando l’elsa da Inquisitore che possiede in Star Wars Rebels e Solo: A Star Wars Story.

Il pianeta cremisi è inoltre conosciuto per l’utilizzo di magia oscura, che attinge dalla Forza stessa. Forse anche Cal si troverà a fronteggiare questo tipo di stregoneria?

Fidati della Forza

Chiarita definitivamente -si spera- l’estraneità del gioco da Il Potere della Forza, con cui condivide davvero poco, possiamo passare a fare una breve carrellata di novità minori uscite in questi giorni.

I pianeti confermati sono Khasyyyk, Dathomir, Bracca e Zaffo, quest’ultimo coperto di neve e afflitto da incessanti tempeste. A proposito di quest’ultime, sappiamo ora che il clima locale influenzerà i movimenti di Cal, permettendogli di saltare più in alto, ma allo stesso tempo mettendolo in situazioni di pericolo.

Il protagonista, infatti, si ritroverà spesso in grotte, templi e dungeon vari, alla continua esplorazione, ricalcando le dinamiche di classici come Zelda, ma più recentemente trovando similitudini con le tombe di Tomb Raider.

Sarà possibile giocare a Fallen Order scegliendo tra 4 diverse difficoltà, tra cui una ‘story mode’ pensata per coloro poco avvezzi al medium, e a cui interessa vivere la storia di Cal Kestis. Da parte mia consiglio fortemente di selezionare una modalità sufficientemente impegnativa, così da rendere l’esperienza di gioco divertente ed appagante, ma ovviamente resta a voi muovervi nella direzione più gradita.

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Infine, parlando del lato tecnico, il gioco sembra nettamente migliorato e vanta ora una modellazione di tutto rispetto, così come un avvertibile lavoro di rifinitura delle animazioni, che restano però la fragilità ad ora più evidente della produzione. Ad ogni modo i capelli di Cal ora si muovono al vento e le ambientazioni sembrano vibranti, belle da vedere e artisticamente ispirate.

Non ci resta dunque che attendere il 15 novembre, per scoprire se Fallen Order sarà davvero il titolo di Star Wars che i fan stavano aspettando. E se il gioco saprà soddisfare anche palati più fini, ritagliandosi un posto tra i videogiochi più interessanti del 2019. Alcune testate straniere stanno addirittura parlando di un possibile contendente per il Game of the Year. Ma inutile trastullarci troppo con queste previsioni. Giusto però avere ora delle aspettative ben più promettenti, con un rinnovato ottimismo ed interesse in un titolo estremamente importante per il mondo videoludico targato Star Wars.