Cara Disney,

come va? Spero tutto bene (cit.)

Immagino siate un po’ in ansia per via dell’uscita dell’ultimo capitolo legato agli Skywalker…

Del resto, chi non lo è? Ognuno tra noi comuni spettatori degli eventi della Galassia lontana lontana è in apprensione per motivi diversi: chi si aspetta il fallimento completo della saga con questo ultimo episodio, chi invece sogna di rivedere tutti gli eroi visti fino ad ora in qualche modo o chi non aspetta altro che vedere la conclusione di una saga candidata ad essere una delle più memorabili e iconiche di sempre anche per chi non è amante del genere. Anche coloro che hanno superato le 40 primavere e hanno assistito alla nascita, all’evoluzione e alla rinascita, quest’ultima proprio grazie alla famigerata Disney, non vedono l’ora di arrivare al 18 Dicembre.

Già, la Disney.

Già prima del 2012 (data di acquisto della Lucasfilm da parte di Disney) alcuni sostennero che sarebbe stato meglio per l’integrità della trilogia originale non far uscire Prequels, quasi per paura di rovinare il bellissimo quadro con delle sfumature che, a detta dei detrattori, rendono la Trilogia Prequel un modo innaturale e insensato per spremere ancora di più l’enorme albero da frutta che è Star Wars.

Ma questo è stato il problema meno grave.

Dopo l’acquisto da parte della Disney di Lucasfilm, questi stessi detrattori hanno iniziato a trovare un nuovo nemico, un nuovo mostro da distruggere con la potenza delle parole (di cui la maggior parte virtuali).

Hanno criticato la Trilogia Sequel, hanno discusso sulla validità di Rebels confrontandolo con un “mostro sacro” come la serie The Clone Wars, hanno boicottato lo spin-off dedicato a colui che ha percorso la rotta di Kessel in meno di 12 Parsec (mica pizza e fichi).

Tutto ciò in nome di una fantomatica integrità da mantenere nell’universo starwarsiano, oltre che per paura del nuovo.

Personalmente trovo che la verità nella diatriba che spacca il fandom sul nuovo corso Disney sia nel mezzo.

Un mezzo che si identifica con una maggiore attenzione da parte di Disney a cercare di creare film e altri contenuti che rimangano scolpiti nella mente delle persone, con scene iconiche e battute impossibili , con azione, riflessione e attenzione ad ogni singolo particolare evitando però di tentare di copiare la formula vincente della Trilogia Classica.

Contenuti che possano lasciare qualcosa nel percorso emotivo più che in quello razionale, che diano la spinta alle persone di qualsiasi età e genere a discutere, ad elaborare teorie e percorsi alternativi, a scrivere su blog, siti, pagine facebook, che invoglino ad invitare un amico/a al cinema per vedere il mitico Star Wars, che spingano a visitare parchi a tema dall’altra parte del mondo.

D’altra parte però coloro che negano l’esistenza o disprezzano i nuovi film e prodotti della Disney dimostrano di non aver compreso fino in fondo quello che è Star Wars. Poichè Star Wars non è una semplice saga, un evento passeggero che ti lascia infatuato per poco tempo e poi si ritorna alla normalità.

Star Wars non è una semplice storiella con le spade laser e i blaster che fanno pi u pi u, è un viaggio di cui ognuno è protagonista senza esserne profondamente cosciente, in cui ognuno riversa i propri stati d’animo e si impersona nei vari Luke, Anakin, Vader, Palpatine, Dooku, Yoda, Qui-Gon, Jar Jar ( ho i miei dubbi ma tutto può essere) e chi più ne ha più ne metta.

Non è necessario essere così fiscali nella critica verso i nuovi film mascherando la propria libertà di opinione con la certezza di aver compreso tutto e tutti della saga, poichè la saga è in continua evoluzione e soprattutto è PERSONALE.

Ognuno in base alle scene viste si fa una propria opinione personale che ovviamente divergerà da un’ altra persona con un background emotivo e di vita diverso.

E’ proprio questo il bello della saga, riuscire a comunicare sensazioni diverse con la medesima immagine.

Del resto sono film di fantascienza e facendo attenzione alla seconda parte della parola notiamo come la scienza sia (testuali parole): “il risultato delle operazioni del pensiero”

Il pensiero che può variare con il tempo, che non deve rimanere fossilizzato ed adagiarsi sugli allori come (facendo un esempio relativo alla saga) ha fatto l’ordine Jedi.

Se l’ homo erectus fosse rimasto seduto a contemplare la bellezza del fuoco, non ci saremmo mai evoluti e mai saremmo arrivati a pensare di leggere queste righe.

La stessa flessibilità di pensiero e di azione è ciò che Star Wars ci insegna, anche grazie ad Episodio 7 ed Episodio 8, dove “il vecchio deve lasciare spazio al nuovo” senza però dimenticare le origini.

E’ il ciclo naturale della vita e dato che Star Wars e la vita non sono molto distanti (forse 10/15 Parsec) bisogna accettare senza paura e con fiducia il nuovo corso, poichè si tratta di Star Wars, si va oltre il semplice fotogramma e si cerca qualcosa di più, qualcosa di unico e irripetibile come ciascuno di noi esseri umani.

Per questo ringrazio la Disney per averci fatto rivivere emozioni uniche come il ritorno nelle sale dopo 10 anni della saga per cui ci siamo meravigliati sin da piccoli, per averci fatto capire sia le sfumature di personaggi come Luke in Episodio 8, sia le nostre stesse sfumature caratteriali ed emotive che anche grazie a Star Wars trovano un mezzo per essere lette ed interpretate.

Confido che la Disney faccia magari più attenzione a scene che potrebbero risultare anche involontariamente troppo ridicole o insensate ma sono sicuro che capiterà poche altre volte e comunque, personalmente parlando, guarderò sempre avanti in maniera positiva e fiduciosa all’avvenire di questa meravigliosa e indimenticabile saga!

Che la forza sia con voi !

Questo articolo è stato scritto da un lettore di Star Wars Addicted.

 


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