Kenobi: il rapporto con Luke Skywalker

  Pubblicato il 11 Settembre 2019
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Precedentemente ho scritto un articolo riguardo la situazione di Obi Wan Kenobi dopo i fatti della Trilogia Prequel e prima degli eventi della nuova serie riguardante proprio Obi Wan.

Ora però , anche grazie ai feedback ricevuti sotto quell’articolo, ho deciso di continuare ad approfondire la storia emotiva e personale dell’ormai ex Maestro Jedi dopo aver consegnato un Luke appena nato ai suoi zii…

Ovviamente manca un tassello importante nella mia personale analisi che è appunto la nuova serie che presumibilmente ci mostrerà il percorso che Obi Wan ha fatto per arrivare ad essere ciò che vediamo in Episodio IV: un Maestro ormai in là con gli anni ma conscio del fatto che Luke sia davvero L’ULTIMA SPERANZA per la Galassia.

Un percorso di autoconvincimento che sarà sicuramente influenzato dalla presenza di Qui Gon Jinn (che magari gli insegnerà proprio come divenire, una volta morto, un fantasma di forza) e dalla sua fede verso la dottrina Jedi.

Ma torniamo a quello che succede subito dopo Episodio III.

Obi Wan è solo nel deserto, in un pianeta arido e inospitale dove il cartello criminale di Jabba tiene sotto scacco l’intera popolazione.

Lui però non è interessato a combattere queste ingiustizie.

E’ solo, ripensa a quello che è successo fino ad ora e inizia ad accusare il colpo.

Questa volta è diversa da tutte le altre volte in cui ha perso una persona cara. Non solo ha perso l’ultimo vero amico ma quest’ultimo ha messo fine all’esistenza dell’ordine Jedi, un ordine millenario e di cui Obi Wan si sente responsabile della mancata difesa.

Ripensa a tutto ciò che ha vissuto fino ad allora e guardando Luke ha paura di fallire ancora. Per giunta, per uno scherzo del destino, Luke Skywalker è proprio figlio di quell’Anakin con cui ha fallito nell’insegnamento e di cui se ne attribuisce la colpa per il passaggio verso il Lato Oscuro.

Così attende molti anni prima di aiutare Luke, osserva bene i suoi movimenti e percepisce molti comportamenti simili a quelli del padre Anakin Skywalker.

Per questo, una volta rivelata la sua identità al giovane Luke, non rivela subito la verità su suo padre e sulla Galassia poiché ha ancora paura di sbagliare, vuole evitare che il figlio segua le orme di Anakin e che poi lui si penta di ciò che ha fatto ancora una volta.

Non è più un Maestro che trae da ogni battaglia un insegnamento prezioso, è un maestro timoroso e impaurito. E’ un momento di smarrimento.

Nonostante ciò però, quasi in un moto di orgoglio, sa che deve addestrare Luke. Crede che il ragazzo sia il Prescelto.

Lo dirà anche dopo il combattimento con Maul in Rebels dove lo Zabrak perde la vita, in una scena emotiva molto forte.

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Deve addestrare Luke anche per non avere il rimorso di non aver aiutato ancora una volta la Galassia, lasciandola in balia dei Sith.

Così, lascia da parte i ricordi poichè con i “se” e con i “ma” non si va da nessuna parte, si concentra di nuovo nell’addestramento di un “padawan” cercando di frenare il più possibile gli istinti di Luke e plasmando la sua apertura verso la forza.

In Episodio IV assistiamo alla sua morte fisica che lascia sconvolto Luke e anche gli stessi spettatori.

Si tratta però della vittoria di Obi Wan sulle sue paure: ha indicato la via a Luke, ha fatto conoscere la via dei Jedi, il Lato Chiaro, ha “la coscienza a posto“.

Ma non si tratta solo di questo. Oltre che per ragioni tecniche (ha permesso la fuga del Millenuim Falcon) la sua morte assume un significato particolare all’interno della saga: è riuscito a perdonare le sue colpe, è in equilibrio con sè stesso e ancora una volta, nonostante le avversità è riuscito a resistere alla tentazione di seguire la strada più semplice, quella del non fare niente, del ritirarsi per meditare suoi suoi errori senza darsi la possibilità di provare a dare una speranza (“Aiutami Obi Wan Kenobi, sei la mia unica speranza” cit. Leia Organa).

Qui balza subito agli occhi il collegamento con il Luke di Episodio VIII: anche lì Luke è un maestro Jedi alla deriva, si è chiuso alla Forza, sa di essere responsabile della creazione di Kylo Ren il quale sta portando al collasso la Galassia, così come Kenobi è consapevole di aver creato Vader che ha commesso atrocità di ogni tipo.

Entrambi però capiscono i loro errori, li accettano e vengono in aiuto della Resistenza, per quanto rigurda Luke e dei ribelli per quanto riguarda Kenobi. Entrambi sono in pace, sanno di aver fatto tutto il necessario affinchè la speranza si possa riaccendere nella Galassia.

Infine, ritornando a Luke, dopo la morte di Obi Wan comprensibilmente si sente spaesato, senza una guida ma grazie alla voce di Kenobi e a Yoda su Dagobah capisce ciò che va fatto e riesce, pur con difficoltà, a capire il motivo per cui Obi Wan gli ha mentito a proposito di suo padre: capisce che era un modo per proteggerlo e per evitare emozioni troppo forti che come sappiamo sono la via per il Lato Oscuro.

Immaginate la situazione ambigua dove Obi Wan ha quasi ucciso Anakin tagliandogli braccia e gambe ma addestra il figlio Luke.

E’ paradossale, per questo Obi Wan racconta una bugia a Luke. Ma c’è un altro motivo: dando un esempio positivo del padre e convincendolo del fatto che sia stato ucciso da un Jedi corrotto inconsciamente indica la via della Luce a Luke senza direttamente nominarla o facendo forza perchè lui abbracci quel sentiero.

Quindi la rende una decisione solo e soltanto di Luke. Di cui sperimenterà le conseguenze più avanti.

In conclusione mi piace pensare che Obi Wan, dopo tutto quello che ha dovuto subire (morti di persone care, tradimenti, sensi di colpa per il fallimento) sia riuscito a rendersi conto dei suoi errori e come spesso ci ha abituato, sia riuscito a trasformarli in un’ “arma” per il bene della Galassia.

Il fallimento il più grande maestro è (cit. Yoda)

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Questo articolo è stato scritto da un lettore di Star Wars Addicted