Sono passati 20 anni dall’uscita nelle sale italiane de La Minaccia Fantasma, primo film della trilogia prequel scritto e diretto da George Lucas. Simbolo del fallimento, prova lampante che toccare una saga come Star Wars non è mai una buona idea, o almeno così pensavano i fan (la maggior parte di essi, per lo meno) usciti dal cinema nel 1999.

Oggi molto di quel pubblico è cresciuto, portando con sé una certa positività nei confronti di Episodio I. Sarà a causa dei suoi personaggi iconici ed esteticamente carismatici: dalla rabbia rossa di Darth Maul alla saggezza pura di Qui Gon Jinn. Oppure i motivi di questo ‘successo a posteriori’ sono da attribuire ad un mero fattore nostalgico.

Resta il fatto, però, che La Minaccia Fantasma avesse ben poco da dire all’epoca, e non seppe fare breccia -neanche un po’- nei cuori degli appassionati.

A quanto pare nemmeno George Lucas si sentì soddisfatto del risultato.

Chiariamo una cosa: è ovvio che amasse la sua creatura, ma è altresì vero che ammise alcuni suoi evidenti difetti, ribaditi poi dal direttore del montaggio Ben Burtt:

In un lasso di tempo di 90 secondi passi dal piangere la morte di un personaggio al ridere per Jar Jar al ritorno di Anakin. È tanto in davvero poco tempo.

Ecco, quando si parla di Star Wars ci si ferma spesso a puntualizzare la soggettività delle proprie opinioni, in alcuni casi, però, è interessante togliersi i panni del fan e cercare di analizzare un film per quel che è: un film.

Queste le parole di Lucas:

È un po’ scollegato. Audace nel prendere in giro le persone. Potrei essere andato troppo oltre in qualche occasione

Insomma, qualcosa non ha funzionato, e sembrava così palese a tutti che, forse, lo stesso Creatore non rimase così sorpreso dalle critiche.

George Lucas

Tuttavia risulta sempre difficile parlare di Episodio I. Non lo amo particolarmente, anzi lo trovo blando, sconclusionato, distaccato dai sequel, eccessivamente colorato e parecchio egocentrico nel rappresentare la volontà del suo autore.

Ma c’è da dire una cosa: seppur il risultato finale sia un mix di momenti mediocri, confusi, in un contesto dove non si capisce a quale target mirasse Lucas (secondo lui i bambini, ma è innegabile ci sia anche altro nella pellicola), il regista è riuscito in un’impresa non da poco: creare per la seconda volta Star Wars, ideare una Galassia nella Galassia.

Da La Minaccia Fantasma nasce la varietà stilistica e artistica dell’universo che oggi conosciamo, e che diamo spesso per scontata.

Nessuno è più riuscito a replicare questa secondo impatto creativo. Forse, invece che cercare di difendere la scrittura e la costruzione del film, potremmo imparare ad attribuirgli ben altri meriti; non si tratta di qualità meno importanti per la saga, solo un po’ più complicate da vedere.

I midi-chlorian… Argh


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