È arrivato questa notte l’annunciato trailer di The Mandalorian sul palco della D23, alla conferenza Disney+. La serie TV live action si mostra al pubblico per la prima volta -escludendo la parentesi ‘esclusiva’ della Celebration– con quasi due minuti di immagini.

Le informazioni sono ancora poche, ma questo primo sguardo ci permette già di riconoscere un certo carisma nell’opera di Jon Favreu, a cui si affianca un comparto tecnico che, almeno ora, risulta sbalorditivo. Dedichiamoci quindi ad un’analisi del trailer, cercando di spulciare e di approfondire le scene più importanti.

Prima di iniziare vi ricordo che The Mandalorian non è stato l’unico protagonista della scorsa nottata, un veloce recap del panel sarà certamente utile a fare il punto della situazione!

Bounty hunting is a complicated profession…

Ambientato 5 anni dopo Il Ritorno dello Jedi nell’Orlo Esterno, fuori dalla giurisdizione della Nuova Repubblica, Mandalorian mette subito in chiaro le ambientazioni e le atmosfere della serie. L’Impero è caduto, e possiamo notare parte della sua ormai gloria passata nella scena d’apertura.

I caschi degli stormtrooper sono impilati su lance, un avvertimento? I cittadini di Tatooine si sono ribellati agli ex padroni o c’è qualcos’altro sotto? In ogni caso i passi del Mandaloriano sembrano incuranti delle vicende della Galassia, sono gli stivali di un professionista, non di un eroe.

Improvvisamente l’ambientazione cambia, ci troviamo su un pianeta verdeggiante, fatto di laghi e foreste. La nave del protagonista si muove agilmente sulla superficie lussureggiante, in una breve sequenza che mostra i muscoli di effetti speciali incredibili, quasi alla stregua dei film.

Takodana? Il castello di Maz Kanata è pur sempre uno dei ritrovi principali per chi fa lavori ‘particolari’, un centro di informazioni potrebbe essere utile a chiunque sia in cerca di qualcosa… O qualcuno.

Dopo qualche secondo fa la sua comparsa il personaggio interpretato da Carl Weathers (Apollo Creed in Rocky). Alcuni crediti sembrano essere scambiati tra lui e il misterioso cacciatore di taglie, che recupera uno strano oggetto.

Gina Carano entra in scena, e dopo di lei due curiosi personaggi. Un creatura goffa e tozza, un blurrg, cavalcato da quello che sembra un ugnaught, specie aliena apparsa per la prima volta in L’Impero Colpisce Ancora e più recentemente nella serie animata Star Wars Rebels.

In ogni caso, l’incontro con il Mandaloriano sembra avvenire in una distesa di Tatooine. Vicino al piccolo alieno sembra esserci la carcassa distesa di un altro blurrg, che forse stava trasportando proprio il ‘pistolero’. Qualche istante dopo, infatti, preceduto dall’occhiolino di un’avvenente twi’lek, un bellissimo shot ci mostra il protagonista camminare all’orizzonte, solo, sotto il doppio tramonto del pianeta.

Una madre ed una figlia si stringono in una piccola pozza d’acqua, chiarimente spaventate da qualcosa. Possibile che il Mandaloriano abbia accettato un compito particolarmente crudele? Il mandante, comunque, potrebbe essere proprio l’Impero, o ciò che ne rimane, il passaggio dopo sembra suggerircelo. Deathtrooper puntano i loro blaster contro qualcuno e vediamo il loro capo, personaggio interpretato da Giancarlo Esposito (Gus Fring in Breaking Bad).

Il ritmo aumenta, nella parte certamente più entusiasmante del trailer. Ci viene mostrata prima una speeder bike, poi un AT-ST. Le persone fuggono. Un inseguimento nello spazio. Il droide killer IG-11 sfoggia le sue peculiari doti e ruota il busto per colpire, e coprire, più nemici possibili.

Tocca al Mandaloriano che, dopo un breve momento di ostilità con degli stormtrooper, si cimenta in una rissa da bar. Le povere vittime sono un quarren ed un ugnaught, che dopo una tentata fuga viene preso con un particolare lazo dal Cacciatore di Taglie, afferrandolo da un gamba e portandolo a cadere proprio in mezzo alla porta scorrevole del locale. Basta quindi un veloce colpo di blaster per far si che il meccanismo si attivi.

Una brutta fine per l’alieno, che ci dimostra come la serie potrebbe essere più violenta rispetto a ciò a cui siamo abituati. Di certo, sembra esserci poco spazio per l’eroismo.

Per ultimo vediamo un gradito ritorno, quello della carbonite. Un personaggio parla poi al guerriero interpretato da Pedro Pascal “il cacciatore di taglie è un lavoro complicato, non credi?”

Don’t you agree?

Passiamo quindi a delle rapide conclusioni. The Mandalorian si presenta con un trailer eccezionale. Sappiamo ancora poco sulla storia e sui personaggi, e ancora di meno sul protagonista dell’opera, ma la campagna promozionale e l’attesa per questo prodotto si basa -giustamente- sul fascino sporco e grezzo del western classico.

Da queste prime scene traspare un carisma unico, coinvolgente e decisamente magnetico, il non sapere diventa quindi ulteriore motivo di attesa. Le atmosfere grigie della produzione contrastano poi con una tecnica che appare davvero in gran forma, una fotografia spiazzante ed uno scenografia che ci riporta alla Mos Eisley del 1977. È in questo luogo che si muove il Mandaloriano, nelle sabbie ferme nel tempo, è come se rivedessimo la trilogia originale, ma in una versione senza la magia, la speranza e l’epica della Forza.

Non c’è spazio per l’innocente voglia di avventura di Luke Skywalker, e tutto questo è incredibilmente interessante.



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