Annunciato lo scorso anno proprio all’EA Play, Jedi: Fallen Order ha subito attirato l’attenzione dei fan di Star Wars. La premessa fondamentale era infatti quella di un action adventure in terza persona interamente single player, e che ci metteva nei panni di un Jedi, il padawan Cal Kestis, scampato all’Ordine 66 come visto ne La Vendetta dei Sith.

Il cinematic trailer poi mostrato alla Celebration di Chicago aveva svelato uno dei villain principali: la Seconda Sorella, Inquisitrice incaricata dall’Imperatore (probabilmente attraverso Darth Vader) di scovare ed eliminare i Cavalieri sopravvissuti alla purga.  Nel trailer, inoltre, venivano mostrate alcune delle abilità di Cal, e ci veniva svelata l’estetica della sua spada laser, spezzata in due e quindi rispecchiando il comportamento di una normale elsa singola, ma che in realtà nasconde la sua vera forma, quella di un doppia lama. Finalmente il gameplay di Jedi: Fallen Order è stato svelato con una demo di 13 minuti: cosa abbiamo capito?

L’IDENTITA’ DI FALLEN ORDER

Prima di tutto: no, Jedi: Fallen Order non è un nuovo Il Potere della Forza, anzi non condivide con quel titolo praticamente nulla. Strano vedere come subito sia stato tirato fuori il nome di Starkiller, ma in realtà si tratta di due prodotti totalmente differenti, accomunati soltanto dal nome Star Wars e per questo restituendo feeling visivi simili per ciò che riguarda il primo impatto. Ma chiunque bazzichi negli ambienti del mondo videoludico, approfondendo e interessandosi del medium, sa quali sono le vere ispirazioni del gioco Respawn, sono evidenti, palesi e addirittura ribadite a chiare lettere dal game director Stig Asmussen.

Fallen Order è un action adventure, il cui sistema di combattimento è basato sulla prontezza del giocatore: parate, schivate e tempismi sono i cardini portanti del gameplay ‘attivo’ del gioco, recuperando quelle caratteristiche tipiche degli action moderni, il cui esponente più famoso è di certo Dark Souls, che ha reso celebre il sotto-genere dei “Souls”, di cui il titolo Star Wars ne importa elementi cardine.

I nemici non saranno quindi mai soverchianti, ma arriveranno in un numero esiguo, rendendosi pericolosi attraverso ogni singolo colpo piuttosto che con il numero. Il combattimento, definito da Respawn ‘riflessivo’, è quindi un sistema dai ritmi più lenti, ragionati, ma altrettanto divertenti, che richiedono al giocatore una prontezza nel decidere come e quando fare una determinata azione, studiando nel frattempo i moveset dei nemici e cercando eventuali punti deboli e finestre d’attacco in cui sfoderare tutta la potenza di Cal. Lontano quindi dai canoni dell’hack ‘n slash de Il Potere della Forza, che rientrano in un’altra tipologia di gioco, basata più sulle combo e sul danno inflitto.

Fatte queste premesse, concentriamoci dunque sulla demo mostrata.

WOOKIEE, KHASYYYK E RIBELLI

La demo comincia introducendoci il pianeta: Khasyyyk, mondo natale dei Wookiee e teatro di uno scontro tra le forze imperiali e i partigiani di Saw Gerrera, interpretato nuovamente da Forest Whitaker. L’obbiettivo di Cal e del suo Mentore, l’ex Jedi Cere, è quello di entrare in contatto con un comandante wookiee, a capo dei rivoltosi sul pianeta.

Dalla poca storia che traspare da questo gameplay, possiamo estrapolare qualche elemento narrativo con cui avremo a che fare: i Ribelli, ad esempio, verranno in contatto con il padawan, e questo potrebbe portare Cal ad avere un ruolo nella creazione dell’Alleanza ribelle (anche se non credo sarà così, ma ci torneremo dopo). Ad ogni modo, la sezione di gioco mostrata vede Cal fare del wall running e arrampicarsi su edifici imperiali, fino ad usare la Forza per aprire porte e la spada laser per illuminare i dintorni.

Alcuni di questi concetti sono di certo recuperati dai giochi di avventura classici, ad esempio la fortunata serie Uncharted, ma in realtà -stando alle parole degli sviluppatori- comporranno soltanto una porzione di gioco in netta minoranza con il resto del pacchetto che, invece, focalizzerà molto del suo avanzamento sull’esplorazione. Sappiamo, ad esempio, che non ci saranno segnali sulla mappa (mostrata in game tramite BD-1, il simpatico compagno droide del protagonista), ma soltanto una vaga indicazione della direzioni da prendere, per poi lasciare il resto al giocatore stesso. Questa componente di esplorazione si affianca ad alcuni elementi ‘metroidvania’, termine coniato dopo i precursori del genere Metroid e Castlevania. La mappa presenterà dei luoghi inaccessibili inizialmente, sbloccabili solo con poteri o gadget recuperati più avanti nell’avventura; servirà quindi del backtracking, ovvero un tornare sui propri passi, per scovare tutti i segreti del gioco.

In questo caso potremo ripercorrere le varie mappe grazie all’uso della Mantis, la nave dei protagonisti.

A tal proposito la nave di Cal funzionerà anche da HUB itinerante nel gioco, con una mappa al centro del mezzo per selezionare il pianeta ed altre attività che si sbloccheranno nel corso dell’avventura, ancora ignote. Inoltre, atterrati sul mondo scelto (tutto senza caricamenti), i vari comprimari saranno disponibili per conversare, e sarà quindi possibile interagire e selezionare diverse opzioni di dialogo, così da approfondire il background narrativo e magari scovare qualche citazione.

Continuando nell’analisi del video, vediamo Cal prima sconfiggere facilmente degli stormtrooper, usando sia la spada che i poteri della Forza, per poi passare all’uccisione di qualche wyyyschockk, aracnidi nativi di Khasyyyk. Per ciò che riguarda il combattimento, ad aggiungere ciò che ho già detto, avremo tre barre a identificare varie caratteristiche di Cal: vita, ricaricabile tramite i medkit, Forza, che funzionerà come una sorta di mana, e la postura, che ci impedirà di usare continuamente il tasto di attacco senza pensare.

E parlando di ‘pensare’, sarà fondamentale imparare a conoscere i tempismi per uscire indenni dalle battaglie, sopratutto contro gli avversari più aggressivi, ad esempio i Purge trooper; proteggersi dai colpi di blaster è semplice, ma rimandarli al mittente meno, servirà infatti premere il dorsale al tempo giusto (L1/LB) per cavarsela. Allo stesso modo, per ricaricare la barra della Forza sarà necessario continuare ad attaccare, nella demo mostrata la rigenerazione era automatica e immediata, tuttavia sarà completamente assente nel prodotto finale.

La demo si conclude quindi con l’inizio di una battaglia tra Cal e un droide della serie K, di cui fa parte proprio K-2SO, compagno del ribelle Cassian Andor in Rogue One.

IL MONDO DI GIOCO: FALLEN ORDER SARA’ LINEARE?

La risposta più corretta alla domanda del titolo sono in realtà due: sì e no.

Star Wars Jedi: Fallen Order non è un open world, ma non è nemmeno un titolo a ‘livelli’, la linearità -secondo gli sviluppatori- è quindi limitata alle sezioni di trama, ma non costituisce l’intera struttura del level design. Cal dovrà infatti esplorare ogni anfratto del pianeta per arrivare al suo obbiettivo, intraprendendo magari strade secondarie che porteranno il giocatore a scoprire luoghi segreti, in cui recuperare oggetti utili nella progressione o elementi cosmetici.

Affacciandosi sulla serie Souls di From Software, i ragazzi di Respawn hanno deciso di inserire nel gioco punti di checkpoint molto simili ai falò ormai iconici. Qui sarà possibile ricaricare le proprie cure e spendere i punti abilità guadagnati.

Nel gioco, infatti, saranno sparse casse contenenti punti abilità, gadget per BD-1 o potenziamenti per le barre di vita, forza e postura, ma non solo: sarà possibile trovare elementi cosmetici per personalizzare l’abbigliamento di Cal, quello dell’elsa della sua spada laser o il colore della lama, skin per BD-1 e per la Mantis. Non conosciamo la longevità del titolo, ma è comunque ovvio che questa componente di scoperta sarà importante per la rigiocabilità dello stesso. Stig Asmussen, game director di Fallen Order:

Abbiamo guardato alla struttura di Metroid Prime sopratutto, inizialmente ho osservato la cadenza con cui venivano recuperati i potenziamenti e ci siamo fatti un’idea. In Fallen Order non sarà esattamente così, ma è stato un buon modo per esercitarci. Penso che l’approccio che ha il gioco sarà ‘nuovo’, non è esattamente come i metroidvania. Abbiamo anche preso spunto da titoli come Dark Souls e Bloodborne che hanno la stessa metodologia, abbiamo studiato quei titoli e ci hanno ispirato per trovare una soluzione che funzionasse bene con il nostro gioco

La mappa di Metroid Prime, la cui struttura è stata presa di ispirazione per Fallen Order. Vi ricorda qualcosa?

LA CADUTA DELL’ORDINE

Prima di chiudere questo lungo articolo, passiamo un attimo a parlare della storia di Jedi: Fallen Order. Prima avevo menzionato una possibile collaborazione tra il protagonista e i Ribelli, che porterebbe la narrazione verso possibilità in realtà già abbondantemente approfondite, ad esempio dalla serie animata Star Wars: Rebels. Per questo -basandomi sul materiale mostrato fino ad ora- ritengo molto più probabile che le avventure di Cal si sposteranno su lidi più ‘spirituali’, andando a scavare nella storia dei Jedi, piuttosto che limitarsi ad una classica situazione di sabotaggio.

L’obbiettivo di Cal Kestis sarà infatti quello di rifondare l’Ordine Jedi, un compito piuttosto ambizioso per un padawan, che sarà tuttavia aiutato dall’ex maestro Jedi Cere. Sarà proprio lei, a mio parere, il traino per la storia di Fallen Order; il potere che cercano i due protagonisti risiede in un’antica civilità, e ne vediamo qualche anticipazione nelle serie a fumetti prequel, dove proprio Cere e il suo maestro si imbattono in un ‘Tempio Oscuro‘. Le intenzioni di questo personaggio potrebbero essere guidate da sentimenti non proprio ortodossi, e che spingerebbero l’ex Jedi a trovare ogni modo possibile per distruggere i Sith, anche con l’ausilio di mezzi compromettenti. Da che parte si schiererà Cal?

Quindi, che ne pensate? Mi raccomando, non chiamatelo Il Potere della Forza!

 


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