Il 2019 è certamente un anno più unico che raro, si tratta dell’anno in cui alcune delle più importanti produzioni blockbuster incontrano la loro fine, parziale o no che sia. Se aprile è quindi stato il momento della chiusura di un percorso decennale con Avengers: Endgame e maggio la conclusione della guerra per il trono di spade in Game of Thrones, dicembre dirà la parola fine alla saga numerata di Star Wars, quella che ormai tutti chiamiamo ‘degli Skywalker’.

La passione quasi accecante che abbiamo per questo nome e la sua storia ci ha portato, negli ultimi quattro anni, a dare per scontata la presenza annuale -o quasi- della saga creata da George Lucas. Sensazioni e atteggiamenti in qualche modo potenziati dai recenti annunci sulle prossime trilogie attualmente in produzione; abbiamo quindi i film degli showrunner Weiss & Benioff, ma anche la trilogia supervisionata da Rian Johnson, e sembra inoltre che ulteriori pellicole vedranno non troppo tardi la luce, secondi recenti rumor. L’assuefazione da Star Wars, tornato alla ribalta grazie a Il Risveglio della Forza nell’ormai lontano 2015, sembra aver creato una sorta di barriera protettiva atta a difendere i fan del brand, ma penso sia ora di rendersi conto che questa sta per cedere.

Perchè sì, anche con i nuovi film, Star Wars come lo abbiamo sempre conosciuto sta per giungere ad una sua fine.

SIAMO AI GIOCHI FINALI

Il roboante Episodio 7, accolto generalmente in maniera positiva dal fandom, aveva non solo il compito di proseguire una storia che sembrava conclusa da quasi 40 anni, ma anche di far ripartire un brand che, pur rimanendo un fenomeno culturale forte e radicato, stava cominciando a sentire la fatica degli anni e che traeva le ultime energie dalla serie animata The Clone Wars, il cui ruolo è stato decisivo per la vita del nome ‘Star Wars’. Ammettiamolo, sopratutto chi fu scettico alla notizia della vendita di Lucasfilm, tutti abbiamo esultato alla rinascita cinematografica di Star Wars; e in questo il primo grandioso teaser trailer di Il Risveglio della Forza centrò l’obbiettivo, regalando degli istanti che definire ‘fan service’ risulterebbe riduttivo, una lettera d’amore ai fan ma al tempo stesso un clamoroso colpo di scena per chi non si era mai avvicinato alla Saga. All’improvviso si tornava a parlare di Guerre Stellari, ma anche di Han Solo, Leia Organa e Luke Skywalker, la consapevolezza del ritorno al cinema di QUELLA storia, così tanto amata a cavallo tra gli anni 70′ e 80′, arrivò a pari passo con la paura di doversi confrontare con qualcosa che sarebbe stato inevitabilmente nuovo, diverso.

Lo spirito fanciullesco e avventuroso ripescato da Episodio 7 era però anche una grande distrazione sulla rivelazione con cui tutti, prima o poi, dovevamo fare i conti. Il restart era effimero, più commerciale che narrativo, Star Wars stava cominciando a percorrere l’ultimo tratto di strada, quello che arriverà ad una sua definitiva interruzione con L’Ascesa di Skywalker.

NESSUNO E’ MAI VERAMENTE PERDUTO

Questa volontà di fare della ‘ripartenza’ un tema cardine del nuovo corso ha di certo avuto la sua influenza sull’opera più importante, quel film così posto sotto la guida di JJ Abrams, un’assicurazione per urlare al mondo “Star Wars è tornato… ed è lo stesso di prima”.

E’ vero, la famosa ‘poetry’ nella saga è un dato di fatto, ma è altrettanto oggettivo come il regista, alla sua prima esperienza nella galassia lontana lontana, non abbia in alcun modo voluto spaventare gli spettatori, soprattutto i fan storici, che oltre a pop corn e bibite avevano vicino a sé un’arma contundente abbastanza leggera ma proporzionalmente pericolosa da lanciare verso il maxi schermo. Così, usciti dalla sala, sia gli scontenti che i soddisfatti avevano come dimenticato che cosa rappresentasse davvero quel film, ci si era scordati del numero 7.

L’amnesia collettiva fu poi aggravata dall’uscita del primo spin off Rogue One: A Star Wars Story, e di nuovo, quell’ottimo film, fu un’ulteriore scusa per dirci che Star Wars era qui, presente, e che non se ne sarebbe più andato. Quante volte avete sentito nominare la parole ‘fine’ prima dell’inizio del marketing per Episodio IX? Quante volte è stata menzionata la ‘Saga degli Skywalker’? Nessuna, o quasi.

Il vecchio sta morendo, lo sa Han Solo quando affronta il figlio sulla Starkiller Base, e lo sanno i fan quando vedono uno dei loro eroi cadere nel baratro sotto lo sguardo di Kylo Ren; e se quindi Il Risveglio della Forza culla sì gli spettatori, alla fine sussurra nell’orecchio a tutti loro che l’unico vero motivo per cui è stata riaperta la porta che conduce alla storia degli Skywalker, è per chiuderla definitivamente.

STAR WARS E’ MORTO, VIVA STAR WARS

Siamo quindi arrivati a dicembre 2017 e la nuova trilogia viene deviata dal controverso Gli Ultimi Jedi, la strada sicura tracciata dall’episodio precedente sembra tutto ad un tratto vedersi sbarrata il proseguimento regolare e costretta a deviare verso un percorso molto più originale, ma anche altrettanto rischioso. Non sono qui per dare un giudizio sull’ottavo capitolo, ma credo sia agli occhi di tutta la sua natura grigia, strana. Non è Classico, ma non è nemmeno Nuovo. E’ il vero incontro di queste due realtà, lo step successivo verso la chiusura finale.

Rey crede di trovare il suo ruolo in un antico Ordine del passato, in vecchie leggende, mentre Ben Solo decide che tutto cioè che è ‘prima’ è male, l’unica mossa da fare è quella di andare avanti, in maniera brusca, violenta. Kylo Ren non accetta il passato, ma fa di esso un nemico. Il Passato invece, sotto le vesti di Luke Skywalker, gli dà ragione; che sia il Nuovo a subentrare, anche se corrotto e oscuro. Ci vuole una persona sana, Nuova, che accetta il passato per convincere il Maestro Jedi a reagire, ad ammettere il fallimento. Gli Ultimi Jedi, a prescindere da qualsiasi parere critico, è il perfetto incontro delle due generazioni, è Star Wars, uguale ma diverso.

Ma la lezione più importante è che il Nuovo è inevitabile, e che per far si che il passaggio del testimone avvenga nel modo giusto il Vecchio deve morire. Quindi, L’Ascesa di Skywalker, ora finalmente presentata come la fine, avrà l’arduo ma indispensabile compito di dire addio al Passato.

Si torna nelle mani di JJ Abrams, che però questa volta non ci culleranno più, ma anzi ci colpiranno con forza, lasciandoci intorpiditi e doloranti, ma al tempo stesso purificati, pronti per dire addio a Star Wars e per dargli il benvenuto.

Il 2022 sarà la ripartenza di Star Wars, il vero restart, il vero inizio, e spero che siate tutti pronti ad accoglierlo a braccia aperte.


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