Probabilmente non c’è un solo fan di Star Wars che ignori che dalla mente fervida del suo creatore, George Lucas, sia scaturito anche il personaggio di Indiana Jones interpretato da Harrison Ford e protagonista di una serie in quattro film, diretta da Steven Spielberg.

Data quindi la loro comune paternità, le due saghe condividono anche piccoli elementi, semplici ma divertenti omaggi che, in fondo, potrebbero far credere che i due universi siano collegati tra loro.

Proviamo a vedere di seguito questi easter eggs, analizzandoli a partire dai film di Indiana Jones.
Seguono spoiler sulle avventure di Indiana Jones, quindi attenti a ciò che state per leggere!
I PREDATORI DELL’ARCA PERDUTA

Indiana Jones debutta al cinema nel 1981, quando ormai il successo di Star Wars è già stato ampiamente consolidato. È in questo primo film che si trovano i maggiori riferimenti alla Galassia lontana lontana.

Nella sequenza di apertura della pellicola, incontriamo per la prima volta l’avventuriero nelle foreste del Sud America, alle prese con lo sfortunato recupero di una statuetta d’oro, chiamata Idolo d’Oro dei Chachapoyan. Bene, il medesimo idolo è possibile vederlo in Solo: A Star Wars Story: nel film di Ron Howard, infatti, la statuetta è appoggiata sopra un tavolino nell’ufficio di Dryden Vos, insieme ai tanti altri cimeli collezionati dal comandante dell’Alba Cremisi.

Quando l’archeologo, compiendo il primo di una lunga serie di errori, fa scattare una trappola, viene inseguito da una gigantesca pietra rotolante. Una scena visivamente molto simile è presente in Star Wars: Il Risveglio della Forza, quando Han Solo e Chewbacca, a bordo dell’Eravana, si trovano a fuggire da un Rathtar furioso.

Dopo aver fallito il recupero dell’idolo, Indiana Jones fugge in maniera precipitosa e si salva dalla furia degli Hovitos a bordo di un idrovolante, il cui codice identificativo, OB-CPO: un dichiarato omaggio ai personaggi di Obi-Wan Kenobi e di C-3PO. Un’ulteriore curiosità: il rumore d’accensione dell’aereo è il medesimo suono che, ne l’Impero colpisce ancora, emette il Millennium Falcon quando fallisce il salto nell’iperspazio.

Ma è nella parte centrale del film che si trova quello che, forse, è il più famoso e lampante riferimento a Star Wars.

Sopra una delle colonne ricoperte di geroglifici che fiancheggiano l’altare di pietra in cui è custodita l’Arca dell’Alleanza, infatti, si possono chiaramente notare due figure decisamente estranee alla cultura egizia, ma che ogni fan di Star Wars conosce più che bene: C-3PO e R2-D2! Sopra un muro dello stesso Pozzo delle Anime, poi, si può intravedere un antico egizio intento a venerare i medesimi due droidi.

Indiana Jones e Star Wars

Comunque, i droidi più famosi del cinema non sembrano essere gli unici elementi provenienti da una Galassia lontana lontana presenti nel film. La stessa Arca dell’Alleanza, infatti, compare nel ventunesimo episodio della prima stagione di The Clone Wars, mentre è portata a bordo dello shuttle di Wat Tambor da due Twi’lek.

Una delle sequenze finali, poi, quando i nazisti portano l’Arca in un luogo segreto e Indy minaccia di distruggerla, potrebbe ricordare ai fan di Star Wars un posto familiare; infatti, è stata girata in Tunisia, nella medesima gola in cui, su Tatooine, il povero R2 viene catturato dai Jawa.

Ma anche la colonna sonora composta da John Williams sembra in qualche modo volerci ricordare la vicinanza tra le due pellicole. Il tema dedicato a Marion, la fiamma di Indiana Jones, ha in effetti molti tratti in comune con quello intitolato all’amore tra Han e la principessa Leia.

Un’altra curiosità. Se è stato messo in dubbio che Han Solo abbia sparato per primo, nella celebre scena della Cantina di Mos Eisley, altrettanto non può essere fatto con Indiana Jones. Quando l’archeologo si trova di fronte ad un abile e probabilmente letale spadaccino arabo, difatti, non esista un solo istante ad estrarre il revolver e a fare fuoco sul malcapitato. Insomma, Indy shot first!
INDIANA JONES E IL TEMPIO MALEDETTO

Mentre nel film precedente gli easter eggs di Star Wars sono numerosi ma più difficili da individuare, nella seconda avventura di Indiana Jones, datata 1984, vi sono solo due riferimenti alla Galassia di Luke Skywalker e Darth Vader, ma messi così bene in evidenza che è praticamente impossibile non vederli.

Come, infatti, si può leggere sopra due insegne luminose che spiccano nel buio della notte, il locale notturno di Shanghai in cui si ambienta la movimentata scena iniziale porta l’evocativo nome di Club Obi Wan.

Nella seconda metà del film, invece, poco prima che avvenga lo scontro finale tra l’archeologo e i suoi avversari sopra il ponte sospeso, è presente una scena già conosciuta.

Indiana Jones, armato di scimitarra, insegue urlando uno dei thug; il campo, però, stringe sul suo volto, che si riempie di sconcerto. Subito dopo, Indy se la dà a gambe, inseguito da un vero esercito di nemici. Una sequenza, insomma, che ricalca tale e quale quella di Star Wars: Una nuova speranza, cui Han Solo, lanciatosi all’inseguimento di due Stormtrooper a bordo della Morte Nera, se ne ritrova di fronte a decine, obbligandosi così ad un precipitoso dietrofront!

INDIANA JONES E L’ULTIMA CROCIATA

Anche in questo caso, la presenza di omaggi a Star Wars è meno sostanziosa. Del resto, essendo il film datato 1989, il ciclo narrativo di Guerre Stellari pareva essere concluso in maniera definitiva.

Nondimeno, un piccolo riferimento è presente: nei primi minuti del film, quando Indiana Jones si trova a bordo di un bastimento per recuperare una croce d’oro, si può vedere che la nave trasporta fusti di Carboneto, un liquido infiammabile che, poco dopo, provocherà la distruzione della nave. Difficile, ovviamente, non notare la somiglianza con la Carbonite in cui viene congelato lo sventurato Han Solo.

INDIANA JONES E IL REGNO DEL TESCHIO DI CRISTALLO

La quarta avventura di Indiana Jones, risalente al 2008, avrebbe in apparenza potuto offrire numerosi spunti per omaggiare Star Wars, avendo una trama incentrata su esseri provenienti da altre galassie.

Invece, l’unico riferimento più diretto ai film della Galassia lontana lontana è in una frase detta dallo stesso Indiana Jones verso la fine della pellicola.

Dopo aver assistito alla restituzione del teschio, che comincia a far ruotare il tempio, l’archeologo pronuncia, infatti, la celebre frase «Ho un brutto presentimento» («I have a bad feeling about this»), presente in ogni prodotto legato a Star Wars.

Non si può non ricordare, però, che quando Indiana Jones si lancia, suo malgrado, a folle velocità a bordo di un veicolo sperimentale, un gruppo di marmotte osserva la scena con aria a dir poco sconcertata. Tale passaggio è decisamente simile a quello in cui, in Star Wars: La minaccia fantasma, un paio di Jawa assiste al veloce transito degli Sgusci.

Questo film, se da un lato non presenta molti riferimenti alla saga di Guerre Stellari, dall’altro ha però fornito alcuni elementi utilizzati nelle successive produzioni legate a Star Wars.

Per prima cosa, possiamo vedere un teschio di cristallo, del tutto identico a quello del film, nell’ultimo episodio della terza stagione di The Clone Wars, tra i cimeli custoditi all’interno della fortezza galleggiante del cacciatore di taglie Garnac; un altro teschio, anche se differente da questo, ci viene poi mostrato nel già menzionato ufficio di Dryden Vos in Solo.

Il colonnello Irina Spalko, interpretata nel film da Cate Blanchett, ha invece chiaramente fatto dono delle proprie fattezze a Arihnda Pryce, personaggio di Star Wars Rebels. Anche il complicato concetto di mondo tra i mondi (world between worlds), introdotto nel finale di Rebels, sembra in qualche modo ricalcato su quello di spazio tra gli spazi (space between spaces), di cui parla un amico di Indy nelle battute finali della pellicola.

INDIANA JONES INCONTRA CHEWBACCA: INTO THE GREAT UNKNOWN

Bisogna ricordare, inoltre, un fumetto non canonico della Dark Horse Comics (2004), di cui sono autori W. Haden Blackman e Sean Murphy. Questo è, forse, il punto di contatto più stretto tra l’universo di Star Wars e il mondo di Indiana Jones.

Nella storia, infatti, vediamo il Millennium Falcon precipitare sulla Terra, in quello che sarà poi il Nord America occidentale, ed assistiamo alla morte di Han, ucciso dalle frecce dei nativi. Chewbacca riesce invece a salvarsi, anche se è ormai impossibilitato a riprendere il volo a causa dei danni subiti dal Falcon.

Un secolo e mezzo più tardi, deciso a scoprire la verità riguardo il misterioso Sasquatch, Indiana Jones giunge nella regione; non solo sale a bordo del mitico pezzo di ferraglia e trova i resti della sua controparte galattica, ma svela anche che il celebre Bigfoot del folklore statunitense altri non è che l’altrettanto famoso Wookie!

Insomma, di punti di contatto, tra le due saghe, ne esistono parecchi. Altri, oltretutto, potrebbero arrivarne in futuro, essendo previsto un quinto film dello scavezzacollo avventuriero interpretato dal sempre carismatico Harrison Ford per il 9 luglio 2021.

Non sarebbe una cattiva idea, allora, se un giorno il team della Lucasfilm che si occupa della continuità della saga decidesse di approfondire meglio l’argomento, spiegandoci fino a che punto possa esistere un contatto tra il nostro mondo e la Galassia di Star Wars.
Potrebbe essere divertente scoprire che, dopo la fine delle guerre galattiche, R2-D2 e C-3PO siano arrivati in quello che oggi è l’Egitto, per nascondervi un’arma potentissima che, millenni dopo, sarebbe stata chiamata Arca dell’Alleanza…

Questo articolo è stato scritto da un lettore di Star Wars Addicted.

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