Star Wars è a tutti gli effetti una Space Opera, su stessa ammissione del suo Creatore: George Lucas. La nostra saga preferita, infatti, non è altro che un fantasy ambientato nello spazio, anche se i più distratti tendono a catalogarlo nel filone fantascientifico.

Proprio in virtù di questa sua caratteristica, Star Wars ha sempre tenuto relativamente poco conto delle leggi della fisica, lavandosene bellamente le mani in favore dell’epicità che tutti abbiamo imparato ad amare.

Vediamo allora quali sono i casi più eclatanti in cui la fisica reale va a scontrarsi con quella di Star Wars.

I SOLI GEMELLI

Non c’è niente che rappresenti di più la saga dell’immagine di Luke Skywalker che osserva sognante i due grandi soli del suo pianeta natale, Tatooine. In passato gli scienziati pensavano fosse altamente improbabile che un pianeta potesse formarsi in un sistema binario, ma recenti studi hanno dimostrato che non è così. Su un campione di più di tremila pianeti extrasolari studiati, ben 146 orbitano effettivamente attorno a due stelle. Tatooine è verosimile, dunque? Non proprio: Tatoo I e Tatoo II (i soli del pianeta) sono eccessivamente vicini. Un sistema binario così, sfiderebbe davvero le leggi della fisica.

BLASTER

Si tratta delle armi più diffuse nella Galassia Lontana Lontana. Funzionano più o meno così: il fucile esplode un impulso simil-laser talmente potente da ionizzare la materia istantaneamente, generando un filamento di plasma. Ed è proprio di plasma il ‘proiettile’ che vediamo schizzare via contro i poveri stormtrooper.

Cosa non funziona? Per cominciare, nella nostra realtà il colpo generato dall’impulso viaggerebbe alla velocità della luce, per cui sarebbe decisamente impossibile schivarlo, come invece abbiamo visto fare in diverse occasioni. E’ molto probabile, inoltre, che un bersaglio colpito da questo genere di armi esploderebbe in mille pezzi, piuttosto che restare semplicemente ferito.

Ma come detto Star Wars è tutt’altro che fantascienza e per ovviare alla questione le fonti canoniche più recenti (per sempio: Star Wars: The Force Awakens: Incredible Cross-Sections) specificano che l’impulso dei blaster si comporta come un laser, ma non è un laser a tutti gli effetti.

VIBRAZIONI NELLO SPAZIO COSMICO

Cosa sarebbe Star Wars senza gli epici combattimenti nello spazio? Il rombo dei motori, le esplosioni, i colpi di blaster e le virate improvvise: ecco, niente di tutto questo sarebbe possibile, secondo le nostre leggi della fisica. Nello spazio i suoni e le vibrazioni non possono propagarsi proprio per via dell’assoluta assenza di materia.

Secondo il legends le navi sono dotate del cosiddetto sensore acustico, un sistema che simula il suono delle astronavi, dei blaster e delle esplosioni così che il pilota possa avere un quadro sensoriale completo di quanto succede tutt’intorno. Nel canone, però, non vi è traccia di dispositivi simili.

Nel romanzo I Signori dei Sith, quando Darth Vader si ritrova nel vuoto cosmico, assiste all’esplosione del suo Interceptor senza che questo provochi alcun suono, proprio per via dell’assenza di propagazione nello spazio.

GLI ASTEROIDI

Ne L’impero Colpisce Ancora vediamo Han Solo destreggiarsi tra un fitto campo di asteroidi, compiendo un abile slalom tra gli enormi corpi celesti. Nella realtà, però, una cintura di asteroidi è generalmente composta da corpi estremamente distanti l’uno dall’altro. Proprio come visto in 2001: Odissea nello Spazio, nella nostra realtà il Falcon non avrebbe avuto alcun problema ad attraversare il campo.

MENZIONI SPECIALI

Le incongruenze con le nostre leggi della fisica non finiscono qui. Che dire della dinamica del volo nello spazio? Ala-X che si comportano nel vuoto cosmico come se volassero in atmosfera, con virate e cambi di rotta letteralmente impossibili da replicare a gravità zero. Possiamo citare anche il mancato fallout nucleare di Endor, dopo l’esplosione della Morte Nera così pericolosamente vicina all’atmosfera (giustificato poi con la presenza di uno scudo piazzato dai Ribelli, affinché le macerie della stazione spaziale non spazzassero via ogni forma di vita dalla luna boscosa). E ancora le spade laser, composte da un filamento di plasma rinchiuse in un campo di forza che necessiterebbe della potenza di una centrale nucleare per funzionare, o l’incredibile frequenza di pianeti abitabili e l’ancora più inspiegabile somiglianza tra le migliaia di forme di vita.

QUESTO E’ STAR WARS

Per quanto io, personalmente, sia uno di quei maniaci ficcanaso che adorano leggere manuali pieni di nozioni che non verranno mai e poi mai citate nelle pellicole della saga, resto dell’idea che Star Wars non abbia bisogno di alcuna spiegazione riguardante la sua fisica. Non faccio parte di quella fetta di pubblico che è saltata sulla sedia del cinema quando, ne Gli Ultimi Jedi, delle bombe hanno compiuto una caduta verticale in barba alla gravità zero (giustificata – non che ce ne fosse bisogno – con la caratteristica magnetica dei suddetti ordigni).

Star Wars è una favola, e come tale andrebbe ammirata. Quella che avete appena letto non è altro che una lista di curiosità, della quale – probabilmente – potevate fare anche a meno.

Che la Forza sia con voi!



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