25 Aprile 2014: dopo un anno dall’acquisto di Lucasfilm da parte del colosso The Walt Disney Company, su StarWars.com viene pubblicato un annuncio destinato a cambiare per sempre la storia della saga della Galassia Lontana Lontana.
Secondo il comunicato ufficiale, la trilogia sequel prevista per l’anno successivo non avrebbe seguito le orme dell’universo espanso post ritorno dello jedi. Tutto quel materiale extra nato negli anni attorno alle pellicole, da quel momento, sarebbe stato considerato non canon, finendo sotto l’etichetta Legends.

Star Wars Disney

La manovra della nuova gestione, come era immaginabile, scatenò in buona parte del fandom un’ondata di indignazione. Quelle storie, ora considerate alla stregua di una fanfiction, avevano accompagnato i fan di Star Wars sin dal 1978, quando uscì il primissimo prodotto extra film, la Gemma di Kaibur.

Ma come funzionava la continuity di Star Wars prima dell’avvento del nuovo canone? Come era possibile la convivenza tra così tanti prodotti (si parla di migliaia di libri, fumetti e videogame) nati dalle mani di una varietà pressoché infinita di autori, senza una vera e propria gestione centrale?

IL CANONE PRIMA DEL CANONE

Prima del 2000 non esisteva una vera e propria continuity ufficiale di Star Wars. Come spiegò George Lucas in un’intervista, invece, esistevano due universi paralleli: i film, e il materiale extra film. I due mondi non collimavano e Lucas, nonostante avesse rilasciato le licenze ufficiali per permettere ai tanti autori di pubblicare le loro opere derivate, sapeva che avrebbe potuto ignorare e riscrivere qualsiasi evento narrato in questi prodotti.

Esistono due mondi. C’è il mio mondo, che sono i film, e c’è quest’altro mondo che è stato creato, che io considero un universo parallelo, il mondo dei libri, dei giochi e dei fumetti. […] Non mi sento particolarmente coinvolto in questo universo parallelo. – George Lucas a Cinescape magazine

Nel 2000, però, Lucasfilm prese una decisione: affidò a Leland Chee la creazione dell’ Holocron continuity database. L’obiettivo di questo immenso archivio dei prodotti extra film di Star Wars era quello di catalogare ognuno di essi, stabilendo di volta in volta un livello di canonicità.

George Lucas

THE HOLOCRON CONTINUITY DATABASE

L’Holocron Continuity Database utilizzava un preciso sistema di etichettatura per stabilire quanto un prodotto fosse canon all’interno dell’universo di Star Wars. Ma andiamo con ordine:

G-CANON o George Lucas Canon, era il livello di canonicità degli allora sei film ufficiali. Tutte le nozioni estratte dai film erano quindi considerate come il massimo livello del canon. Anche le special edition erano considerate G-CANON, e sostituivano le versioni originali dei film. Un altro elemento G-CANON erano le scene tagliate raccolte nei DVD, ma solo quando non contraddicevano gli eventi dei film.

T-CANON o Television Canon, raccoglieva tutti gli show televisivi ispirati a Star Wars, come il film e la serie tv Star Wars: the Clone Wars. Avrebbe fatto parte di questo livello di canonicità anche la serie tv live action che George Lucas aveva intenzione di produrre, ma che non vide mai la luce.

C-CANON, o Continuity Canon, era lo status di tutti i libri, cartoni e fumetti con licenza ispirati a Star Wars. Per quanto riguarda i videogame, invece, potevano essere considerate C-CANON solo le storie. Le statistiche o le scelte alternative (per esempio il sesso o l’allineamento dei protagonisti, vedi knight the old republic) erano considerate non canon. Molti elementi nati nel C-CANON passarono col tempo nel G-CANON, per esempio Coruscant (Heir to the Empire di Timothy Zahn), Quinlan Vos (Star Wars: Republic), Aayla Secura (Star Wars: Republic) e molti altri.

S-CANON o Secondary Canon, includeva tutte le storie più datate di Star Wars, o che comunque precedevano la nascita dell’Holocron Continuity Database. Tra queste figurano praticamente tutti i fumetti Marvel, anche se spesso gli autori ripescavano quelle storie riadattandole in nuovi prodotti che venivano poi classificati come C-CANON.

N-CANONNon Canon era lo stato di tutte quelle storie che non facevano in alcun modo parte della continuity di Star Wars: racconti what-if, o che contraddicevano una storia appartenente ad un livello canonico più alto, scene tagliate che cozzavano con le pellicole, prodotti senza licenza ufficiale o opere cancellate da Lucasfilm stessa.

In definitiva, il G-CANON e il C-CANON rappresentavano la continuity di Star Wars più attendibile, anche se non erano rari prodotti di diversi autori che si contraddicevano a vicenda. Fondamentalmente, però, George Lucas ha sempre tenuto in scarsa considerazione l’universo espanso, apprezzandolo sicuramente come un fenomeno derivato dal successo della sua saga, ma senza impegnarsi mai più del dovuto per portare ordine nella Galassia.
L’Holocron Continuity Database, che nel 2013 contava circa 61.128 elementi, fu il massimo sforzo del Creatore in tal senso, fin quando almeno non subentrò The Walt Disney Company.

Star Wars Fumetti Marvel

CANON E LEGENDS

Come anticipato all’inizio di questo articolo, nell’Aprile del 2014 l’universo di Star Wars subì una drastica evoluzione: tutte le etichette e i livelli di canonicità furono eliminati in favore di due, uniche, categorie: Canon e Legends.
Da quel momento tutti i prodotti pubblicati prima di allora furono considerati non canonici, a parte i film e alcune rare eccezioni.

D’altra parte il legends continua ad avere la sua grande fetta di fandom, non mancando di fornire elementi e nozioni che spesso vediamo reintrodotte nel canon (vedi Solo: A Star Wars Story, ricco di citazioni legends).
Il legends, o Universo Espanso, ha avuto l’immenso merito di far sopravvivere la saga in quei periodi bui in cui la mancanza di nuovi episodi cinematografici avrebbe potuto far perdere definitivamente interesse nella saga. Tantissime storie legends sono degne di nota (e tantissime altre no), e ogni fan di Star Wars – nuovo o vecchio che sia – dovrebbe riconosce il ruolo cruciale che hanno avuto queste opere derivate senza le quali, probabilmente, non ci ritroveremmo a vivere quest’epoca d’oro di Star Wars.
Altrettanto importante, però, è stato il sacrificio dell’Universo Espanso: senza la sua totale – e ammetto anche brutale – eliminazione, il franchise non avrebbe potuto evolversi e sopravvivere alla spietata concorrenza del cinema moderno.

E voi che idea vi siete fatta del nuovo canone? Siete soddisfatti o avreste preferito proseguire con l’ambiguo ma ricco Universo Espanso? Fatecelo sapere nei commenti e che la Forza sia con voi!



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