Il nuovo canone di Star Wars è orfano di numerose figure tanto amate quanto odiate dal fandom della galassia lontana lontana , una di queste è senza dubbio Darth Malak.
Per tutti coloro che si sono fermati sulla superficie di Taris prima che il Signore dei Sith la bombardasse pesantemente, suonerà famigliare questo nome ed il titolo che assunse, accompagnato da un inconfondibile voce metallica, proveniente dalla protesi mascellare meccanica.

Il jedi dietro la protesi

Non sempre vi fu un Darth Malak a tentare di distruggere la Repubblica , ma un giovane di nome Alek, che nacque nell’Orlo Esterno sul pianeta Quelii, sfuggito all’assedio mandaloriano migrando verso i territori della Vecchia Repubblica dove fu scovato ed addestrato dai jedi.
Squint fu il soprannome che gli fu affibbiato dai suoi compagni, uno dei quali, Revan, risultava essere il più intimo, non tanto per indole quanto per intenzioni.
La loro vicinanza era nota a tutti e, sebbene dei due fu il secondo ad essere riconosciuto come il più dotato e potente, la sete di conoscenza di Alek non rimase un mistero.
Di loro il Maestro Jedi Zhar Lestin disse: l‘Ordine dei Jedi si muove troppo lentamente per Revan ed Alek, noi siamo troppo cauti ai loro occhi. Loro cercano sempre di conoscere più di quanto i loro maestri ritengono sia prudente sapere.
Entrambi  disobbedirono al volere del Consiglio Jedi, correndo in aiuto della Repubblica, nell’incombente conflitto galattico noto a tutti come Guerre Mandaloriane.

Alek fu fervido sostenitore della crociata contro i Mandaloriani, ma fu Revan l’istigatore ed il leader riconosciuto del movimento che condusse numerosi jedi in guerra, contestando apertamente il volere del Consiglio Jedi.
Fu così che egli, per la prima volta, seguì il suo maestro onorario, come era solito definirlo Alek.

La guerre Mandaloriane

Malak fu il nome che assunse dopo essere sfuggito ad un tentativo d’arresto del Consiglio Jedi.
Battaglia dopo battaglia, i due jedi respinsero i Mandaloriani nell’Orlo Esterno, ma persino nella vittoria, i nemici non ebbero che gloria e rispetto per Revan. Fu Mandalore stesso ad esprimersi: uno dei più grandi leader militari nella galassia, nella storia. Non aveva scopi per coloro che erano già stati sconfitti una volta.
E così, persino nella vittoria, Malak non fu che un’ombra sui passi del suo Maestro, per la seconda volta.

Darth Malak Darth Revan

Nella battaglia finale su Malachor V, dove entrarono in contatto con luoghi legati al Lato Oscuro e ne conobbero le lusinghe, fu ancor Revan ad assumere il titolo di Signore Oscuro dei Sith e Malak non fu altro che il suo Apprendista Sith: di nuovo, il giovane di Quelii, di cui oramai non rimaneva nulla, assecondò il volere del più forte, il dominio del suo primo ed unico rivale.

Da salvatore a conquistatore

Darth Malak, insieme al suo maestro, si mise alla ricerca della Star Forge, un antico congegno del popolo Rakata: una stazione spaziale capace di produrre interi eserciti.
Consumato dal Lato Oscuro e intento a conquistare la galassia, dovette confrontare le sue brame e la sua conoscenza con la volontà del Signore Oscuro, subalterno ai suoi ordini e secondo persino nell’esplorazione e la comprensione dei segreti della fabbrica rakata, da dove vide prendere forma un nuovo Impero Sith.
Proprio durante una delle battaglie contro la Vecchia Repubblica, Darth Malak colse l’occasione per tradire il suo maestro e strapparne il titolo, bombardando il ponte della sua nave ammiraglia.
Il Sith strappò il mantello di Signore Oscuro da lontano, usurpando il titolo senza confrontarsi faccia a faccia con Darth Revan, sollevando più d’un mormorio nei ranghi del neo esercito dei Sith.
Gli eventi narrati nel videogioco Knights of the Old Republic I iniziano da questo frangente e mostrano come Revan fu catturato dai jedi , ma salvato, a discapito della sua memoria che fu cancellata.

Revan

E’ proprio durante questo periodo che Darth Malak compie, per la prima volta, i suoi primi passi in autonomia e indipendenza decisionale, riversando la brutalità dei suoi attacchi sulla galassia.
Ben presto, però, scoprì che il suo vecchio maestro non era perito come sperato, ma, sopravvissuto e di nuovo sulle tracce della Star Forge.

La fine di Darth Malak

E’ proprio sulla stazione spaziale rakata che un redento Revan affronta il Signore Oscuro dei Sith e fu lì, nel momento della sua sconfitta per mano del vecchio maestro, amico e alleato, che Darth Malak comprese il suo fallimento, la sua inferiorità e ne ammise la profondità.
Le sue ultime parole tradiscono una tragica consapevolezza di sé , una presa di coscienza che sancisce la sua morte fisica e spirituale.
Rivolgendosi a Revan, dinanzi al quale rimane inginocchiato e morente, disse: cosa sarebbe successo se le nostre posizioni fossero state invertite? Se io fossi stato catturato dai Jedi? Sarei potuto tornare alla luce come hai fatto tu? Se tu non mi avessi condotto sul sentiero oscuro, che destino avrei trovato ? […] Da solo ho accettato di essere il Maestro dei Sith e governare la galassia, ma quel destino non è mio. Sarebbe potuto essere tuo, ma mai il mio. E alla fine, quando l’oscurità mi prende, io non sono nulla.

Darth Malak Darth Revan

Estrema e brutale la sincerità di Alek, che fu poi Darth Malak, ma ammise di non essere nulla a confronto di Revan, di averne seguito le orme, tanto nella Luce quanto nell’Ombra, ma di non averne mai potuto eguagliare la figura.
Cadde nel vuoto, infine, l’uomo che rincorse la grandezza per tutta la vita, spinto dalla brama di potere e la smania di conoscenza, ma come vittima della sua tracotanza conobbe solamente il sentiero degli altri e non il proprio.
Alek, detto Squint e poi Darth Malak, fu abbagliato e affascinato dalla figura di Revan, così come moltissimi altri personaggi dell’universo Legends di Star Wars, ma egli più di tutti ne fece le spese, pagando a caro prezzo un’esistenza costantemente condotta sulle orme lasciate da qualcun’altro, non da se stesso.

Questo articolo è stato scritto da un lettore di Star Wars Addicted.

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